La richiesta
Io, al telefono:
«In basso a destra, vicino all'orologio, dovrebbe vedere l'icona di VNC…»
Storie (quasi) vere, piccoli equivoci e misteri tecnologici raccolti negli anni. Nessun utente è stato identificato durante la realizzazione di questa pagina. Qualche smart card, invece, potrebbe riconoscersi.
Era il periodo delle prime assistenze remote. Per collegarmi avevo bisogno dell'indirizzo IP del PC, visibile passando dall'icona di VNC nella barra di Windows.
Io, al telefono:
«In basso a destra, vicino all'orologio, dovrebbe vedere l'icona di VNC…»
L'utente si gira lentamente sulla sedia e comincia a osservare con attenzione…
l'orologio appeso alla parete.
«No… vicino all'orologio non vedo nessuna icona.»
Io continuo a spiegare. Lui continua a cercare sul muro.
«Scusi… ma lei quale orologio sta guardando?»
Da quel giorno “in basso a destra” è diventato importante quanto “vicino all'orologio”.
Errore di localizzazione dell'orologio.
Alcuni guasti richiedono analisi approfondite. Altri arrivano in ufficio già accompagnati da una spiegazione scientificamente ineccepibile.
Arriva in ufficio una smart card completamente bruciata.
Non “un po' rovinata”. Bruciata.
Guardo la carta. Guardo l'utente. Riguardo la carta.
«Scusi… ma cosa è successo?»
L'utente, con assoluta tranquillità:
«Niente. Ha fatto tutto da sola.»
Ah. L'autocombustione spontanea delle smart card.
Prendo mentalmente nota della nuova categoria di guasto.
Autocombustione digitale spontanea.
Il PIN è bloccato. Spiego che succede dopo tre tentativi errati. La risposta implicita nello sguardo è sempre la stessa: impossibile.
«Non capisco perché si sia bloccata. La password è sempre quella.»
Io spiego: dopo tre tentativi errati il PIN si blocca.
«Ma io non l'ho mai sbagliato.»
Procediamo con lo sblocco.
«Va bene. Adesso inserisca il PIN.»
Il dito parte più o meno dall'altezza dell'orecchio e prova a centrare il tasto.
❌ Primo tentativo. ❌ Secondo. ❌ Terzo.
L'utente guarda la tastiera. Io guardo l'utente. Poi guardo il dito.
La password sarà anche sempre quella. Il tasto, evidentemente, no.
Password corretta. Sistema di puntamento da calibrare.
Altri casi torneranno a galla con il tempo. Nel frattempo questi tre hanno guadagnato ufficialmente un posto nella memoria dell'assistenza informatica.
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